....un piccolo aggiornamento: con la pubblicazione di questo post il racconto precedente non e' piu' immediatamente visualizzato, per chi non avesse ancora letto il giusto posto delle cose o per chi volesse rileggerlo, lo si puo' trovare sotto archivio blog nel menu a scorrimento sulla destra....detto questo vi ricordo che mancano pochissime ore alla fine del sondaggio; presto sapremo il giorno stabilito per la pubblicazione dei racconti, salvo clamorose sorprese il giorno sara' il Lunedi, ed essendo gia' mercoledi non voglio lasciarvi a bocca asciutta fino alla prossima settimana, anche perche'...un racconto alla settimana...mica una settimana si e una no! Quindi aspettatevi un raccontino breve breve breve....breve, per domani sera, intanto vi do un anticipazione visiva per farvi incuriosire un po'.........
year of the snake
...un racconto alla settimana, nient'altro...
mercoledì 27 aprile 2011
Piu' di CENTO volte GRAZIE!
Ciao a tutti e 103.....questo e' il numero di visualizzazioni raggiunte da YOTS mentre scrivo queste righe! Ma soprattutto un grazie a quei (solo) sei che hanno deciso di diventare nostri follower...in realta' cinque visto che uno sono io!
domenica 17 aprile 2011
Il giusto posto delle cose
Questo racconto, con il quale ho deciso di aprire il mio blog, e' a detta di molti il mio migliore...e probabilmente lo e' davvero...quindi i prossimi saranno sicuramente peggio di questo? E mi sa di si!
da qui si puo' solo peggiorare! complimenti, bella scelta!
A parte gli scherzi, questo racconto si e' classificato secondo ad un concorso letterario indetto dal quotidiano gratuito Metro, ed e' stato pubblicato sia sul quotidiano che in una raccolta intitolata Racconti Metropolitani. Copie vendute, una dozzina, presumo. Questo racconto e' quindi il mio...mmmh..unico...lavoro pubblicato sinora!
Enjoy.
Da quando sono piccola ho imparato a fare I conti, a mettere I puntini sulle I e a distinguere il bene dal male, e non l’ho mai dimenticato.
Bene è: Dio, i cani, chi paga, le carezze, il caldo, stare dritti con la schiena. Male è: il Diavolo, parlare troppo, quando piove, chi non paga, fissare le persone negli occhi.
Devo ripassarmeli tutti i giorni, anche dieci volte al giorno, non me li posso scordare, altrimenti sono fatta. Perduta, e chissà come finisco.
Ho sempre avuto cani perchè i cani sono bene. Non sempre gli do da mangiare perchè tanti non pagano, e non pagare è male. Allora i cani se ne vanno oppure muoiono.
E’ facile che una cosa bene diventa una cosa male per colpa di un’altra cosa male.
Adesso il mio cane si chiama Wolf, adesso. Ieri si chiamava Birillo. Anche io vorrei cambiare il mio nome ogni tanto, ma non posso, tutti mi conoscono così. Lui invece lo conosco solo io, e magari non gli piace il nome che gli ho dato, così glielo cambio tutti i giorni, fino a trovare quello giusto. Sono strani i cani a volte quando gli trovi un nome che gli piace se ne vanno. Forse a quello servo...Ognuno ha una missione....a dare un nome giusto alle cose, a metterle nel loro posto, come quei triangoli di legno che non entrano nel buco quadrato, ma prova un pò a infilarli nel buco triangolo? Ci entra bene, incredibile no! Le cose con il nome giusto, nel posto giusto, stanno meglio. Questo è il posto giusto per me, il nome non credo, ma non posso cambiarlo, mi conoscono tutti così.
Stavo alla stazione prima, ma non mi piaceva. Ci sono rimasta 12459 treni, quasi nessuno in orario. Il 12:45 per Napoli, partiva quasi sempre alle 12:47, a volte 12:48. Nessuno ci fa caso si vede. Non mi piaceva stare alla stazione perchè c’era troppa gente, la luce accesa anche di notte, la puzza di pipì, tanti che non pagavano, i poliziotti, i ladri, ah...i ladri! Anche i ladri sono male, me li ero dimenticati, devo ripassare di più!
Male è: Diavolo, parlare troppo, gli schiaffi, chi non paga, fissare le persone negli occhi e i ladri. Ecco.
A volte chi non paga mi fa pena, perchè non possono permetterselo, e allora lo faccio per due sigarette, o un panino, pure gratis ogni tanto, perchè poverini sono uomini, e gli uomini ogni tanto hanno bisogno di svuotarsi diceva mamma. Però ci sono quelli che non pagano e picchiano pure, ti pagano così , e ti dicono puttana.
Qui è tutto meglio, qui pagano quasi tutti, tranne il custode, lui in cambio non chiama la polizia. Mi fa un pò paura perchè è grosso e quando gli piace tanto mi fa male, ma io sono contenta perchè gli piace, e non mi manda via. Tutti i giorni mi porta qualcosa da mangiare, ogni tanto anche un vestito pulito, ma non mi parla mai, però non è muto perchè con gli altri ci parla.
Forse pensa che non lo capisco perchè tutti dicono che sono un pò scema, anche mamma e papà lo dicevano. E forse avevano ragione perchè lo diceva anche il dottore, e il dottore aveva gli occhiali. Quelli con gli occhiali dicono sempre la verità.
Però qui sono tutti gentili, è anche gente più pulita, una volta uno c’aveva una bella cravatta rossa di seta perfino. So che era di seta perchè mi strusciava sulla schiena, mentre lui faceva. La riconosco la seta perchè mamma aveva una camicia fatta così, e quando lei non c’era io correvo in camera sua e me la infilavo. Una volta è venuto anche un ragazzo col motorino, aveva saputo che ero lì da qualcun’altro, mi ha fatto tenerezza e l’ho fatto fare, però ha finito subito e si è alzato di scatto. mi ha chiamato puttana, e mi ha tirato i soldi addosso. Poverino.
Un giorno freddo, è venuta una donna, era molto bella anche se aveva pochi capelli e i denti strani, l’avevo vista qualche volta alla stazione, ma con lei non l’ho voluto fare, perchè non so se con le donne è bene o male. Quindi per sicurezza non lo faccio, non posso rischiare.
Però qui sto bene, c’è un gran silenzio e profumo di alloro, e tranne la domenica non c’è quasi nessuno. Di domenica si riempie e io me ne vado un pò in giro, perchè forse a qualcuno non piace che sto qui, e quando torno c’è un buon profumo, e fiori freschi dappertutto.
La notte dormo vicino a mamma e papà, ma di giorno non mi faccio vedere perchè non so se a loro piace quello che faccio. Prima di addormentarmi ultimanente mi tocco la pancia, mi si sta gonfiando, forse devo mangiare di meno, ma ho sempre fame. Non voglio che si gonfi così. Una volta alla stazione a una si era gonfiata a tal punto che i poliziotti l’hanno dovuta portare all’ospedale, poi non l’abbiamo più vista.
Mi hanno detto che è morta. Allora prima di dormire penso a queste cose e mi viene da piangere, perchè ogni tanto piove e ogni tanto qualcuno non paga, ma tutto sommato sono contenta e non voglio morire; allora guardo mamma, lei porta gli orecchini buoni e mi sorride dalla sua cornice ovale e io mi asciugo le lacrime e riesco ad addormentarmi.
Quando mi sveglio cerco un nome nuovo al cane, quando l’ho scelto glielo dico, se rimane seduto non gli piace. Scusa magari domani faccio meglio.
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